{"id":13888,"date":"2023-03-28T12:13:56","date_gmt":"2023-03-28T10:13:56","guid":{"rendered":"https:\/\/lombardialifesciences.it\/parkinson-dagli-atenei-di-brescia-e-milano-nuovi-orizzonti-di-terapia\/"},"modified":"2023-10-17T09:36:35","modified_gmt":"2023-10-17T07:36:35","slug":"parkinson-dagli-atenei-di-brescia-e-milano-nuovi-orizzonti-di-terapia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lombardialifesciences.it\/en\/parkinson-dagli-atenei-di-brescia-e-milano-nuovi-orizzonti-di-terapia\/","title":{"rendered":"Parkinson: dagli atenei di Brescia e Milano nuovi orizzonti di terapia"},"content":{"rendered":"<p>La malattia di Parkinson \u00e8 il disordine a sintomatologia motoria pi\u00f9 diffuso al mondo. Le manifestazioni tipiche di questa malattia insorgono a causa della perdita di cellule nervose che rilasciano il neurotrasmettitore chiamato dopamina in una specifica area cerebrale. Alla base della perdita di cellule nervose nel cervello dei pazienti affetti da malattia di Parkinson sembra esserci la formazione di aggregati insolubili composti dalla proteina alfa-sinucleina all\u2019interno delle sinapsi.<\/p>\n<p>Attualmente non esistono terapie in grado di fermare la progressione della malattia. I farmaci in uso compensano esclusivamente la mancanza di dopamina migliorando solo i sintomi e presentano significativi effetti avversi e perdono di efficacia con l\u2019avanzamento della perdita neuronale.<\/p>\n<p>Il progetto STOPD si pone come obiettivo primario lo sviluppo di nuove terapie capaci di arrestare la progressione della malattia di Parkinson. Il team STOPD \u00e8 costituito da due gruppi di ricerca aventi competenze diverse e complementari, che lavorano nell\u2019ambito della ricerca farmacologica e della chimica farmaceutica: quello della professoressa Arianna Bellucci e della dottoressa Francesca Longhena \u2013 Dipartimento di Medicina Molecolare e Traslazionale dell\u2019Universit\u00e0 degli studi di Brescia \u2013 e quello del professor Ermanno Valoti e della dottoressa Valentina Straniero \u2013 Dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano.<\/p>\n<p>\u201cI punti di forza di STOPD sono rappresentati da un nuovo target molecolare associato a un meccanismo d\u2019azione completamente innovativo\u201d, spiega la professoressa Arianna Bellucci. Il razionale di STOPD si basa sui recenti risultati delle ricerche del gruppo della professoressa Bellucci, secondo cui gli aggregati di alfa-sinucleina che si accumulano nelle sinapsi cerebrali dei pazienti affetti da malattia di Parkinson sono composti oltre che da alfa-sinucleina, anche dalla proteina sinapsina 3; il distacco della sinapsina 3 dagli aggregati comporta la loro destabilizzazione e dissoluzione, bloccando cos\u00ec la morte neuronale.<\/p>\n<p>Queste scoperte, supportate da significativi finanziamenti ottenuti dalla Michael J. Fox Foundation for Parkinson\u2019s Research, NY, USA (Grant #10742 del 2015 e #10742.01 del 2017), hanno permesso di validare\u00a0gli aggregati di alfa-sinucleina e sinapsina 3 quali nuovo target terapeutico.<\/p>\n<p>STOPD ha sviluppato piccole molecole selettive\u00a0per questo nuovo\u00a0target\u00a0mediante l\u2019ottimizzazione della struttura di un farmaco gi\u00e0 utilizzato in clinica e ha dimostrato che il\u00a0lead compound\u00a0PK7\u00a0\u00e8 grado di contrastare la deposizione di aggregati di alfa-sinucleina e sinapsina 3 ripristinando la normale funzione biologica di queste proteine, in modelli sperimentali di malattia di Parkinson.<\/p>\n<p>PK7 \u00e8 una piccola molecola e agisce selettivamente\u00a0sui depositi patologici composti da sinapsina 3 ed alfa-sinucleina. Queste caratteristiche consentono di\u00a0superare i limiti di aspecificit\u00e0 e potenziale tossicit\u00e0, nonch\u00e9 gli elevati costi di produzione, caratterizzanti gli altri approcci terapeutici in via di sviluppo che mirano a contrastare la deposizione di alfa-sinucleina nel cervello dei pazienti affetti da malattia di Parkinson.<\/p>\n<p>La destabilizzazione degli aggregati di alfa-sinucleina e sinapsina 3 operata da PK7 porta a un blocco della perdita neuronale e contemporaneamente favorisce il recupero di dopamina funzionale, che \u00e8 utile a contrastare i sintomi motori. PK7 poi a differenza del farmaco da cui deriva non presenta nessun effetto off-target.<\/p>\n<p>\u201cIl team STOPD punta ora alla completa caratterizzazione di PK7 per quanto riguarda il\u00a0profilo farmacocinetico e farmacodinamico\u00a0(Michael J. Fox Foundation for Parkinson\u2019s Research, NY, USA, Grant #021179 del 2022), e si pone quali prossimi traguardi la\u00a0valutazione completa del profilo di tossicit\u00e0, la\u00a0formulazione di PK7\u00a0e l\u2019ulteriore conferma dell\u2019efficacia di PK7 su altri modelli sperimentali di malattia di Parkinson, inclusi i modelli cellulari derivati da paziente\u201d spiega la professoressa Straniero.<\/p>\n<p>STOPD punta,\u00a0in primis, all\u2019accelerazione dello sviluppo di PK7 verso la fase clinica, e alla valutazione dell\u2019efficacia di questo farmaco anche in altri disordini neurodegenerativi caratterizzati dalla deposizione cerebrale di aggregati di alfa-sinucleina, come l\u2019atrofia multisistemica.<\/p>\n<p>I risultati ottenuti dal team STOPD hanno portato alla domanda di brevetto italiana nell\u2019agosto 2020, concessa poi a settembre 2022 (WO2022\/029151 A1). STOPD ha poi depositato un PCT (Patent Cooperation Treaty PCT\/EP2021\/071717) a estensione internazionale nell\u2019agosto 2021 ed \u00e8 ora in fase di nazionalizzazione a livello europeo e statunitense.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La malattia di Parkinson \u00e8 il disordine a sintomatologia motoria pi\u00f9 diffuso al mondo. 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