Il Partenariato europeo per la Preparazione alle Pandemie (BE READY) lancia la sua prima Joint Transnational Call dedicata al tema: “BE READY: advancing knowledge on host–pathogen dynamics to better tackle emerging infectious diseases”.
La call nasce in risposta alle lezioni apprese da recenti crisi sanitarie globali, come la pandemia di COVID-19, i focolai di influenza aviaria (H5N1) e la diffusione di Mpox, che hanno evidenziato l’urgenza di rafforzare la comprensione delle interazioni tra patogeni, ospiti umani e animali in un’ottica One Health. Tali eventi hanno inoltre messo in luce la frammentazione dell’attuale ecosistema europeo di ricerca e la necessità di una cooperazione scientifica più strutturata e coordinata a livello transnazionale.
In questo contesto, BE READY punta a costruire un ecosistema europeo di ricerca e innovazione integrato, inserito nel quadro istituzionale della sicurezza sanitaria dell’Unione, in grado di anticipare e rispondere in modo efficace alle future minacce pandemiche. Le priorità scientifiche del partenariato sono definite nella Strategic Research and Innovation Agenda (SRIA) e vengono attuate attraverso le Joint Transnational Calls.
Il bando mette a disposizione 16,4 milioni di euro e sostiene progetti di ricerca transnazionali, collaborativi e interdisciplinari, finalizzati ad approfondire la conoscenza dei patogeni emergenti e riemergenti con potenziale pandemico, dei meccanismi di infezione e della risposta dell’ospite, nonché allo sviluppo di basi scientifiche per future contromisure terapeutiche e vaccinali. Le proposte dovranno concentrarsi su una o più famiglie virali prioritarie, tra cui Coronaviridae, Filoviridae, Flaviviridae, Orthomyxoviridae, o adottare l’approccio “Pathogen X”.
La procedura di candidatura è articolata in due fasi (pre-proposal e full proposal su invito) e prevede un modello a cut-off multipli, con le seguenti scadenze per la presentazione delle pre-proposte:
- 13 aprile 2026
- 20 agosto 2026
I progetti, della durata massima di 36 mesi, dovranno essere presentati da consorzi composti da almeno tre partner di tre Paesi diversi tra quelli partecipanti alla call. È richiesto un forte approccio interdisciplinare e l’integrazione delle dimensioni di sesso, genere e diversità nelle attività di ricerca. Non sono ammissibili studi clinici né ricerche sull’antimicrobico-resistenza.
La call coinvolge 21 organizzazioni di finanziamento di 20 Paesi europei, tra cui Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Moldavia, Norvegia, Portogallo, Slovacchia, Spagna, Svezia, Paesi Bassi e Turchia.
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