La Commissione europea ha reso pubblico uno studio sull’applicazione della Direttiva sull’Applicazione dei Diritti di Proprietà Intellettuale (IPRED), volto a valutare come alcune disposizioni chiave siano effettivamente implementate nei diversi Stati membri.
L’analisi si concentra su cinque aree prioritarie: il principio di proporzionalità nei casi di ingiunzione sui brevetti, il ruolo e l’impatto delle Patent Assertion Entities in Europa, l’uso delle dynamic blocking injunctions per la tutela dei diritti di proprietà industriale, l’interazione tra diritto all’informazione e normativa sulla protezione dei dati, e i costi legati alla distruzione delle merci contraffatte.
I risultati evidenziano notevoli differenze tra i Paesi UE nell’implementazione della direttiva. In particolare, i tribunali nazionali tendono a svolgere una valutazione di proporzionalità limitata nei casi di ingiunzione sui brevetti, mentre le pratiche relative alle ingiunzioni dinamiche e alla condivisione delle informazioni variano significativamente. Lo studio sottolinea inoltre che gli alti costi di applicazione, in particolare per lo stoccaggio e la distruzione dei beni contraffatti, possono scoraggiare le PMI e i titolari di diritti più piccoli dall’avviare procedimenti di tutela.
La ricerca si basa su una revisione approfondita della legislazione e della giurisprudenza in nove Paesi UE, integrata da sondaggi tra stakeholder europei e consultazioni di esperti, garantendo che le conclusioni riflettano sia le pratiche nazionali sia le tendenze a livello comunitario.
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