CDM: sì al nuovo codice per la proprietà industriale

È approvato dal Consiglio dei Ministri il disegno di legge di revisione del Codice di proprietà industriale.

Il disegno di legge di revisione del Codice di proprietà industriale, inserito all’interno del Piano strategico di riforma del sistema della proprietà industriale definito dal ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti lo scorso giugno, dopo una consultazione pubblica e per la cui realizzazione sono stati anche destinati 30 milioni di euro dal PNRR, nasce con l’intento di rafforzare la competitività del Sistema Paese e la protezione della proprietà industriale, introducendo alcuni significativi emendamenti al Codice della proprietà industriale.

Si tratta di un intervento volto a tutelare la proprietà industriale, al fine di rafforzare la competitività tecnologica e digitale delle imprese e dei centri di ricerca nazionali, incoraggiando e valorizzando la conoscenza, l’uso e la diffusione del sistema di protezione di brevetti.

Tra le norme approvate, l’articolo 3 prevede un ribaltamento dell’approccio previsto dall’attuale versione dell’articolo 65, cioè il superamento del meccanismo del Professor’s Privilege. Questo significa che la titolarità delle invenzioni realizzate in ambito di ricerca pubblica non sarebbe più del singolo professore o del ricercatore, ma dell’Ateneo o dell’Ente di ricerca; questo comporterebbe un allineamento del quadro giuridico italiano a quello degli altri Paesi europei, con effetti positivi sull’ecosistema italiano dell’innovazione.

Tra gli altri elementi innovativi della revisione del Codice:

  • un incremento della semplificazione e della digitalizzazione nelle procedure amministrative;
  • la protezione temporanea di disegni e modelli nell’ambito delle fiere;
  • l’opportunità di posticipare il pagamento delle tasse brevettuali riconoscendo la protezione fin dalla data di presentazione della domanda;
  • il rafforzamento del controllo preventivo sulle domande di brevetto utili per la difesa dello Stato;
  • il rafforzamento della tutela delle indicazioni geografiche e denominazioni di origine dei prodotti rispetto a fenomeni imitativi. 

Ora il disegno di legge è al vaglio del Parlamento.
Ulteriori informazioni al seguente link.

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